Archivio mensile:Maggio 2026

Cartoline dal passato

Quando, per cercare qualcosa, metto le mani nell’archivio di carta so già due cose, oltre al fatto che “perderò” tempo: che probabilmente non troverò quello che cerco e che salterà fuori qualcosa di altro. A volte interessante altre meno ma questo è un giudizio soggettivo.

Spesso i “reperti” che emergono sono di difficile datazione anche perché sono stati raccolti nel corso degli anni e non necessariamente al tempo della loro produzione, altre volte hanno una data certa che – volendo – permetterebbe di approfondire la storia che raccontano.

A volte ricordo, più o meno vagamente, dove e come sono venuto in possesso degli oggetti altre volte i banchi della memoria sono desolatamente vuoti come in questo caso.

Si tratta di due cartoline che (forse) potevano far parte di una serie visto che riguardano lo stesso tema e che hanno il recto diverso ma il verso uguale.

Questa è il recto della prima.

cartolina ho baciato un/a minorenne 2

E questo quello della seconda.

cartolina ho baciato un/a minorenne 1

Come si vede la grafica ha lo stesso stile e l’identico slogan: “Ho baciato un/a minorenne” che, nel 2026, suona decisamente strano. Per capire di cosa si tratti bisogna guardare il verso della cartolina, che è lo stesso per le due.

Ho baciato un/a minorenne - verso della cartolina

In alto a sinistra il testo:

“Per il diritto all’amore
Contro il governo della violenza
Per una legge decisa dalle donne dai giovano dai lavoratori”.

A seguire delle labbra tratteggiate all’interno delle quale c’è scritto: “Kiss Here!”

In fondo: “Io [spazio per inserire un nome] mi autodenuncio per aver baciato un/a minorenne”

In alto a destra uno spazio tratteggiato per incollare un francobollo

Dal testo si capisce che si tratta di una campagna di protesta, “un milione di baci contro il governo”, contro l’approvazione di una “nuova legge sulla violenza sessuale”.

Questa campagna è stata prodotta da “Rivoluzione!” che forse in quegli anni si poteva sapere chi fosse ma che oggi è (quasi) impossibile individuare [*]. A seguire quella che sembra proprio una data: “nov. 1984” e un numero di telefono.

Sono passati quindi 42 anni e ne sono successe di cosa a livello italiano e internazionale, ma su “reperti” del genere si potrebbero sviluppare una serie di riflessioni e sicuramente si potrebbero scontrare pareri anche molto diversi a proposito di quella iniziativa.

A me però viene da chiedermi se oggi sarebbe possibile lanciare una campagna con lo slogan “Ho baciato un/a minorenne” oppure no.

 

PS

[*] Lo metto in fondo perché, dovendo proprio scommettere, direi che le cartoline sono state prodotte da un gruppo Trotzkista ma la sicurezza assoluta mi manca. Lo ipotizzo dal tipo di grafica e dal contenuto del testo usato.

Non l’ho scritto io, giuro

A tempo perso gioco con la cosiddetta “Intelligenza Artificiale”, per rendermi conto di dove è arrivata, per vedere se riesco a “prenderla in giro”, per provare a usarla in modo creativo. Già ne ho scritto, per esempio,  qui, quo e qua

Questa volta ho provato a produrre un “articolo”, fornendo una serie di input davvero minimi. Il risultato, in inglese ma solo per la mia pigrizia, mi ha fatto venire in mente una serie di domande su alcuni pregiudizi che ho nei confronti di alcuni esperti commentatori.

Non l’ho scritto io, giuro

A coordinated air campaign by the United States and Israel strikes deep into Iranian territory—nuclear enrichment facilities, missile depots, and command centers. Tehran’s retaliation is swift and asymmetric: the Islamic Revolutionary Guard Corps immediately blocks the Strait of Hormuz. Hundreds of small mine-laying boats, swarm drones, and shore-based anti-ship missiles turn the world’s most vital oil chokepoint into a no-go zone.

The global economic shock is instantaneous. Oil prices cross $200 per barrel within 72 hours. Tanker insurance rates skyrocket. European and Asian economies, already fragile, lurch toward recession. American drivers pay $7 per gallon, and inflation—just tamed—roars back with a vengeance.

The US Navy faces an impossible dilemma. Forcing the strait means a high-risk naval war with Iran, potentially sinking American ships. Accepting the blockade means global economic collapse. Washington opts for a middle path: relentless airstrikes to clear the strait, while keeping carrier groups pinned in the Gulf for months on end.

That is exactly what Tehran wanted.

With American air and naval power fixed in the Middle East, Russian operatives activate across Europe. Undersea cables are cut in the North Sea. A major German rail hub suffers “accidental” sabotage. Thousands of migrants from Syria and Afghanistan appear at Finnish and Polish border posts. NATO countries beg Washington for intelligence, air defense, and cyber support that are already overcommitted.

Eight thousand miles away, China moves. Not with an invasion of Taiwan, but with a gray-zone blockade. Chinese warships inspect all vessels heading to the island. GPS signals over the Taiwan Strait are jammed. Beijing quietly sells a large portion of its US Treasury holdings, sending American borrowing costs soaring just as the Pentagon submits emergency supplementals for the Persian Gulf.

The United States is not losing a war. It is bleeding out across three theaters without a single declared enemy. Iran holds the strait. Russia nibbles at Europe. China tightens the noose around Taiwan and the US dollar. The air campaign that was supposed to be a quick, surgical strike becomes the opening move of a multi-year strangulation—with no victory in sight.

NB Ho già scritto che il testo sopra non è opera mia?