Lunedì e martedì prossimo dovrebbe andare in onda la fiction (mai termine fu più adatto) sulla storia della presunta e probabilmente inesistente amicizia fra Sante Pollastri e Costante Girardengo. Quella ri-scoperta dal noto pezzo cantato da De Gregori e scritto da suo fratello.
Lo scemeggiato, stando a quello che si legge, è praticamente tutta una invenzione nel più classico stile degli sceneggiatori nazional-popolari.
Molto meglio la relativa voce della Wikipedia e la canzone.
Archivi autore: pepsy
Perquisito l’ISP di Pirate Bay e di Wikileaks
Riassunto velocemente dal sito di “Le Monde”:
La polizia svedese ha effettuato una perquisizione nei locali dell’ISP svedese PRQ. Un ISP “militante” che difende una concezione radicale della libertà di espressione e che ospita i server di Pirate Bay, di Wikileaks e di siti che difendono la pedofilia.
Secondo le prime informazioni dei media svedesi la perquisizione è dovuta ad una inchiesta delle polizia belga sul download illegale di file partita due anni orsono. Lo scopo è quello di scoprire chi mette per primo on-line i video di film registrati nei cinema o prima che escano nelle sale.
Ci sono state anche altre perquisizioni in Olanda ed Ungheria. Non è stato effettuato alcun arresto.
Articolo originale qui.
Aggiornamento
Secondo un comunicato dell’ISP svedese, la polizia si è soltanto limitata a chiedere i log delle connessioni, che PRQ non conserva.
Kome si skrive KoSSiga?
Distruzioni per l’uso 1
1. accendere la tv all’ora del telegiornale, non importa su quale canale, vanno bene tutti;
2. diminuire il volume audio, che comunque vi fa bene;
3. in contemporanea agli aggiornamenti dell’affaire monegasco lanciare: “Cagass adoss a Montecarlo” (cercatevelo sul tubbo);
4. spegnere la tv non appena il pezzo è finito.
La Cina è vicina, ancora…
Basta fare anche una semplice ricerca e saltano fuori a decine le dichiarazioni dei politici nostrani contro gli stati che controllano l’uso di Internet, paesi come la Cina, Cuba, Iran e via sbrodolando vengono sempre e costantemente accusati di reprimere i loro cittadini che vorrebbero accedere alla Rete ed esprimersi liberamente.
Tutti questi sepolcri imbiancati (per non usare altri termini più adatti) dimenticano sempre anche di ricordare che in Italia:
1) per accedere ad Internet da una postazione pubblica occorre farsi identificare e registrare, esattamente come a Cuba o in Cina;
2) esiste da tempo una lista di siti ai quali gli italiani non possono accedere, la lista è segreta, esattamente come in Iran o in Libia, ma anche in Australia.
Adesso minacciano di aggiungere qualche ulteriore forma di censura, con la scusa che qualcuno ha scritto qualcosa che non doveva sul web.
Se ancora non lo avete fatto iniziate a studiare come fanno quei disgraziati in Iran o in Cina a bypassare la censura dei loro stati, perché (presto) vi potrebbe tornare utile.
Se lo scrive lui
Per caso, questa era la prima pagina del Giornale del 12 dicembre scorso:

e questo qui sotto ingrandito, il riquadro di un interessante articolo a sfondo filosofico, visto il riferimento ad Erasmo

Ecco, speriamo che l’autore dell’articolo sia coerente con quello che (sembra) pensi del disagio esistenziale, del quale recentemente ha avuto una prova diretta.
I nostri primi 40 anni
Tempo di anniversari, ricorrenze pesanti come quella della Strage di Stato hanno riportato in piazza una storia che molti vorrebbero sepolta per sempre, sotto una coltre di qualunquismo che accomuna tutto lo spettro della politica istituzionale italiana. Una storia nella quale si dimenticano le cose che si vogliono dimenticare e si scoprono nuove piste laddove la strada segnata dal 1969 è una sola, quella che molti avevano ben chiara già nei primi giorni dopo le bombe.

A Firenze, oggi, un corteo (meno di quanto vorremmo e più di quanto vorreste…) ha ricordato a chi era in giro per turismo o per lo shopping delle feste quello che è accaduto, 40 (lunghi) anni fa: le bombe, i morti, la caccia all’anarchico, l’omicidio di Giuseppe Pinelli.

Per fortuna, o per caso, o perché così deve essere, molti dei partecipanti al corteo nel 1969 non erano ancora nati.

Altri invece ricordavano sorridendo altri cortei, altre piazze, altri slogan, altri scontri, altri incontri.
Non un passaggio di testimone, ma la dimostrazione che, nonostante tutto, esiste ancora un filo che collega il dicembre 1969 al dicembre 2009, un lungo e resistente filo che stasera si è allungato tra le strade di una città ricca di storia.
Proprio come noi.

Aguzzate la vista!
Adesso un bel quiz per tutti gli appassionati… aguzzate la vista.
Nella prima foto l’unica Lamborghini della Polizia in tutto il suo splendore:

Nella seconda foto l’unica Lamborghini della Polizia ancora più splendida:

Osservate attentamente le due foto. Siete in grado di scoprire la piccola differenza, a parte l’estetica della seconda che è molto migliore della prima?
No? La soluzione, come in tutti i quiz degni di questo nome è in fondo alla pagina.
Cinema. L’uomo che fissa le capre
Ci sono film che, fin dal trailer, sono facilmente prevedibili e “L’uomo che fissa le capre” (2009, regia di Grant Heslov) è uno di questi. Ci vuole davvero poco a indovinarne la trama: un giornalista che scopre per caso la storia di un reparto segreto dell’esercito statunitense che si allena per usare poteri paranormali in guerra. E la recensione potrebbe anche finire a questo punto. Solo che, nei 90 minuti di una leggera commedia hollywoodiana, ci sono alcune cose interessanti che vale la pena di segnalare.
Una caratteristica fondante della cultura statunitense è la passione/ossessione per i complotti, ampiamente sfruttata sia dalla cultura mainstream che da quella alternativa. E nel film si vede come anche un movimento, apparentemente innocuo, tipo quello della “new age” si possa facilmente trasformare in uno strumento bellico. O come il pacifico mantra “sesso, droga & rock and roll” venga riciclato in un training per super-soldati, condito da tutti i luoghi comuni più reazionari, come la storia di una incauta assunzione di LSD che conduce al suicidio.
Il film mostra anche l’evoluzione di un settore come quello di alcune tecniche di guerra non convenzionale: il passaggio dagli esperimenti sulle percezioni extrasensoriali, all’uso delle nuove tecnologie alle armi cosiddette “non letali”. Anche se l’esistenza di servizi militari dedicati alla “guerra psicologica” non è certo un mistero o una novità, sebbene sullo schermo vengono presentati come un gruppo di burloni dedito a giocare ancora oggi con i messaggi subliminali come negli anni ‘50.
Il film prende spunto da un libro, uscito nel 2004, nel quale viene tracciata l’evoluzione delle attività segrete dell’esercito statunitense a partire dagli anni ‘70 e di come esse siano collegate alla attuale “guerra al terrorismo”. Nel testo si tratta sia delle tecniche psicologiche usate per interrogare i prigionieri iracheni che del ruolo avuto dall’esercito nel suicidio della setta “Heaven’s Gate” (1997). Il tutto prendendo spunto da una storia vera, quella di un tenente colonnello americano che, dopo l’esperienza nella guerra in Vietnam, aveva proposto la costituzione di un battaglione speciale basato sui principi della “new age”.
Ed è proprio questa miscela tra vero e inverosimile, tipico della propaganda di guerra e del complottismo, che descrive meglio il film. Un insieme di informazioni, di storie, di collegamenti a fatti reali (il rapimento Dozier) o inventati (i cavalieri Jedi), nei quali è facile perdersi, basti vedere la quantità di materiali presenti su Internet su questo specifico argomento. Una mistura che potrebbe rendere più digeribili eserciti e guerre, e trasformare i manipolatori dell’informazione in simpatici “sballati”. E forse non è un caso che il protagonista del film si chiama Lyn Cassady, nome che ricorda Neal Cassady uno dei mitici “Merry Pranksters”, eroi della psichedelia on-the-road degli anni ‘60.
E guarda caso il nome dato alla speciale unità paranormale è “First Earth Battalion” (nel film è stato cambiato in “New Earth Army”) che rimanda direttamente a “Earth First”, il più noto dei gruppi ecologisti radicali attivi negli USA e considerati dalle autorità dei pericolosi terroristi.
Pepsy
[da “Umanità Nova” n.41 del 22/11/09]
Tempismo
Definizione di tempismo:
un articolo (del 10/11) nel quale si racconta della richiesta, fatta al Governo dal Consiglio Comunale di Borghetto Santo Spirito, di cancellare dal suolo italico tutte le intitolazioni di strade e piazze a Carlo Giuliani:
“In questi anni sono state adottate diverse iniziative per ricordare Carlo Giuliani, mentre nulla è stato fatto per Placanica. Le forze dell’ordine sono state considerate colpevoli per quanto avvenuto a Genova a prescindere dall’effettiva responsabilità rilevata. Nel frattempo Placanica è stato riformato. Visto che frettolosamente sono state prese iniziative a favore di Giuliani e sono stati colpevolizzati sia l’Arma sia Placanica, chiediamo al governo e ai parlamentari di emanare circolari e regolamenti, anche retroattivi, per stabilire le modalità di intitolazione di uffici e sedi pubbliche”.
e un altro articolo (del 19/11) che parla sempre della stessa persona:
“l’ex carabiniere Mario Placanica è oggi nel mirino della procura di Catanzaro, che lo ha indagato per abusi sessuali ai danni di minore e maltrattamenti. Presunta vittima una ragazzina, undicenne all’epoca dei fatti e oggi adolescente.”

