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Era il settantasette (13)

L’iniziativa del quotidiano “Liberazione” di pubblicare una serie di
inserti settimanali sugli anni ’70 è sicuramente lodevole. I
testi pubblicati sono di varia qualità – senza infamia e
senza lode – e la parte migliore è forse l’apparato
iconografico che fornisce un significativo spaccato della grafica di
quegli anni. A proposito di iconografia, la copertina del numero
dedicato al 1977 presenta una foto, vista più volte, sempre
con tagli diversi.
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Era il settantasette (12): memorie dimenticate

Le cronache del 1977, quelle pubblicate a più riprese nel
corso di questi 30 anni su giornali, riviste e libri, sono –
sostanzialmente – sempre le stesse. Anche quelle più
dettagliate non riescono mai ad andare oltre a quegli episodi ormai
diventati simbolo di un anno. Proviamo ad aggiungere un piccolo
tassello raccontando una storia pubblicata su “Umanità Nova”
(vedi l’immagine qui sotto) e che difficilmente viene ricordata.

napoli

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Era il settantasette (11): Vedo, prevedo e stravedo

In una ricostruzione della “cacciata” di Lama dall’Università di Roma, l’autore ci mette a parte dei pensieri che gli passavano per la testa quel giorno:
“Ascoltano sirene che poi andranno in Canada, a Parigi, anche in parlamento, scriveranno saggi imperiali, pontificheranno da talk show e giornali, reciteranno punti politici per la Tv di Giuliano Ferrara, faranno gli assessori e i presidenti della Rai (…). Questo ci passa per la testa mentre andiamo a fare il nostro dovere di iscritti alla Cgil.” (“L’Unità”, 7 febbraio 2007)

Ma non ci spiega come facesse, nel 1977, a conoscere già il futuro. La firma dell’articolo spiega tutto. Si tratta di uno dei prorettori dell’Università di Roma.

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Era il settantasette (10)

Il 12 marzo 1977, il quotidiano “Lotta Continua” cambiò grafica e passò, fu uno dei primi a farlo, dal formato lenzuolo a quello tabloid. Nell’immagine qui sotto la prima pagina di quel numero speciale in distribuzione durante il corteo di sabato 12 marzo a Roma.


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Era il settantasette (8)

“Simulazione e falsificazione” (di A. Benini e M. Torrealta, Bertani Editore) anche se pubblicato nel 1981, ha le sue radici nel 1977-78, come chiaramente indicato fin dalle prime righe. La segnalazione ha un senso in questo contesto in quanto è (forse) uno dei primi tentativi fatti in Italia per conciliare le “nuove tecnologie” con le “vecchie ideologie”. Paradigmatico il capitolo sul “Tecnological American Party”, nel quale si legge di lockpicking, delle “box” usate per telefonare gratis e dell’allora nascente “computer crime”. Gli hacker erano ancora sconosciuti…

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Era il settantasette (5)

Ancora interviste sul ’77: Cossiga sul “Corriere della Sera” si esibisce nel solito gossip e continua soprattutto a proporre le sue “verità” ancora coperte dal segreto, come sull’omicidio di Giorgiana Masi, frase da ricordare: “la disposizione che avevo dato alla polizia era: se sono operai, giratevi dall’altra parte; se sono studenti, picchiate tosto e giusto”.
Negri su “La Stampa” filosofeggia sulle categorie immarcescibili del “postmoderno”, del “relativismo” e del “pensiero debole”, frase da ricordare: “per me l’Autonomia è stata questo, il tentativo di essere nuovi”.
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