Sono (almeno) già due i libri in uscita che hanno come tema il famigerato o fatidico ’77. Intanto ecco il sommario del n.3 del settimanale anarchico “Umanità Nova”, datato 23 gennaio 1977. Con una riga di spiegazione per alcuni articoli. Continua a leggere
Archivi autore: pepsy
Era il settantasette (2)
Uno dei migliori antidoti alla perdita di memoria è quella di esercitarla, ma anche in questo caso i ricordi personali potrebbero essere già stati talmente modificati dal tempo da tornare buoni solo per un romanzo da poco o per una “ricostruzione” a edificazione delle nuove generazioni.
Entrambi i casi sarebbero da evitare. Continua a leggere
Era il settantasette (1)
Chissà se quest’anno ci aspetta il diluvio di stupidaggini a proposito del trentennale del 1977, siamo appena a gennaio ed è ancora presto per saperlo.
Il peggio saranno i libri o le interviste dei “reduci”? Gli inserti speciali o i documentari in tv? Oppure nulla di questo e l’anno passerà tranquillo? Continua a leggere
Ognuno ha l’immaginario che si merita?
Chiunque provi a dare un’occhiata a questa immagine non potrà fare a meno di pensare che si tratti di un disegno ispirato all’11 settembre 2001.

Peccato che, come si può vedere qui sotto, si tratta invece dell’illustrazione di una carta da gioco.

La cosa interessante, dal punto di vista serendipico è che la carta (e il gioco) sono stati disegnati nel 1994, ben sette anni prima dell’attacco alle Twin Towers.
Se poi scopriamo che il gioco si basa sulla trilogia degli “illuminati“, uno dei migliori romanzi basati sulla “teoria del complotto” la cosa si fa ancora più sospetta.
I complotti sono simpatici come argomenti della finzione, un po’ meno quando invadono la realtà, ma la riflessione più intrigante è quella del titolo “ognuno ha l’immaginario che si merita”? Continua a leggere
Livorno 16 dicembre 2006. No off-shore

Conversazione intercettata, tra vigile motociclista in arrivo e vigile appiedato in attesa del corteo:
appiedato: Quanti sono?
motociclista: Eh, un po’…

Calda mattinata di scirocco a Livorno e riuscita manifestazione contro la costruzione del rigasificatore. Quasi duemila (?) i partecipanti: una folta rappresentanza di studenti medi, sigle sindacali di base, anarchici sparsi, una delegazione dei No-TAV piemontesi e, persino, bandiere di RC e del PdCI.
Nelle foto (courtesy by Caotico-Info) alcuni degli striscioni. Continua a leggere
La migliore del mese
Da “il Bolscevico” n. 40 del 9 novembre 2006
Privatizzata la Polizia Postale?
“Il web per amico” (pieghevole a colori), 2006
Si tratta del solito spreco di carta a danno dell’ecosistema, sponsorizzato da Organismi Pubblici e Società private, destinato a prendere in giro l’intelligenza delle persone.
La copertina presenta l’immagine di due bambini (maschio e femmina) disegnati in stile “South-Park” che surfano su una tastiera-skateboard su una rete fatta di pellicola cinematografica, tastiera (di pianoforte) accompagnati da una stella gialla ed un cuore rosso. Continua a leggere
Incredibbbile!
Le statistiche sono sempre affascinanti, ecco un dato, proveniente da una fonte autorevole, pubblicato su un noto quotidiano:
"Secondo un recente dato Istat poi il 70% degli utenti che usa internet ha meno di 14 anni …"
Sicuro, e di questi il 70% ha meno di 1,4 anni…
Statistiche meno affascinanti ma almeno meno ridicole si possono trovare sul sito http://gandalf.it/dati/dati3.htm
La storia la fa la legge?
Il 12 ottobre scorso in Francia è stata approvata (ma non ancora in via definitiva) una legge che punisce col carcere chi neghi il genocidio degli armeni.
Questa legge si aggiunge a quella, che ha già trovato applicazione in vari Stati, che punisce chi nega il genocidio degli ebrei.
Aspettiamo adesso, per par condicio, una legge che punisca chi neghi il genocidio dei pellerossa, dei curdi, degli zingari, degli incas e via sterminando.
Col massimo rispetto per tutti i popoli citati a me sembra davvero una bestialità far scrivere la storia ad una legge, sia per tutti i popoli che non avranno mai un simile (postumo) riconoscimento, sia perché le leggi che puniscono le opinioni piuttosto che le azioni sanno sempre di censura.
Buone notizie
La famigerata catena Wal-Mart è stata condannata a pagare quasi 80 milioni di dollari ad impiegati ancora in servizio o non più in servizio. È stato (era ora!) riconosciuto che la società costringeva i suoi dipendenti a lavorare anche fuori dagli orari di lavoro o durante le pause.
